Bāyna – بَيِّنَة
Camminiamo, senza meta, tra terra e mare.
Osserviamo la storia e, a tratti, la sentiamo come nostalgia. Qui, nel Mediterraneo, il passato è una presenza quotidiana: ci protegge, ci accoglie, si sfalda e si ricompone.
In questo contesto i confini diventano relativi.
Qui il senso non rimane fermo.
Si deposita, si trasforma, si riscrive.
Il Mediterraneo è un palinsesto in continuo aggiornamento.
Ogni strato lascia tracce nel successivo. È così che questo spazio ha continuato a vivere: intrecciando idee, pratiche e culture.
Bāyna, tra noi il Mediterraneo.
Ci guardiamo da costa a costa, da isola a continente, seguendo rotte antiche che cambiano forma ma non smettono di esistere.
Bāyna, tra noi il Mediterraneo.
Insieme, spesso senza accorgercene, continuiamo a riscrivere questo paesaggio condiviso e una nuova forma di essere mediterranei.
MAGMA 2026
Nel discorso pubblico contemporaneo, il Mediterraneo viene spesso associato a una grammatica di crisi, essendo ancora una delle rotte più letali al mondo. Il confine meridionale d’Europa è il mare delle migrazioni e delle frontiere, dei conflitti che attraversano le sue sponde, di un clima che cambia più rapidamente che altrove. Le crisi non sono episodi separati: si intrecciano, ridisegnano i territori e trasformano le condizioni dell’abitare.
MAGMA 2026 parte da questa tensione. Non per negare la complessità del presente, né per amplificare l’emergenza, ma per interrogare ciò che nasce dentro le trasformazioni. Nuovi Mediterranei è il titolo di questa edizione.
Nuovi mediterranei sono le giovani generazioni, le diaspore, le comunità ibride che attraversano il bacino portando pratiche, competenze, linguaggi e modi inediti di costruire relazioni. Nuovi mediterranei sono anche i territori, continuamente ridefiniti dalle migrazioni, dal turismo, dalle crisi climatiche, dalle trasformazioni economiche e dalle nuove geografie della mobilità. In questo paesaggio il Mediterraneo si conferma ciò che è sempre stato: un palinsesto vivo, dove ogni epoca lascia tracce nella successiva e ogni incontro produce nuove possibilità. Nel 2026, Matera – Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo – diventa il punto di osservazione privilegiato di questo processo. Città costruita per stratificazioni, Matera racconta come la convivenza tra differenze possa generare continuità, trasformazione e futuro.
MAGMA nasce per abitare questo spazio di confronto
Per due giorni artisti, ricercatori, istituzioni, imprese culturali, attivisti e comunità si incontreranno per costruire un immaginario condiviso del Mediterraneo contemporaneo, mettendo in dialogo pratiche artistiche, ricerca scientifica, innovazione sociale e industrie culturali e creative. Tra i momenti centrali del programma, l’Open Day del Regional Hub South di EIT Culture & Creativity aprirà uno spazio dedicato all’innovazione culturale, alla cooperazione internazionale e alle opportunità di sviluppo per il settore creativo mediterraneo. Accanto a questo, il Dipartimento di Scienze umane e sociali, patrimonio culturale (CNR-DSU) del Consiglio Nazionale delle Ricerche si inserisce come partner scientifico strategico del festival. Magma Fest 2026 si configura come un vero e proprio dispositivo di ascolto e costruzione collettiva del nuovo immaginario mediterraneo.
Più che un festival, MAGMA è un luogo di ascolto e di costruzione collettiva. Uno spazio in cui immaginare, insieme, nuovi modi di essere mediterranei.
